venerdì, 24 ottobre 2008
Oggi, anche se non c'entra un cavolo di niente, durante la lezione di filosofia mi è tornato in mente quel vecchio mito greco, non so se vi ricordate di Icaro e Dedalo...beh, io si. Dopo esser tornata dal secondo giorno di scuola dopo l'occupazione, dalla prova del cosplay (cheers) e dalle ripetizioni di matematica, la Stefania, con mio sommo sconforto, si è messa a spiegarmi le logaritimiche e le esponenziali, così per previdenza ha detto lei, mi è venuto un gran mal di testa che mi porta qui, adesso, a scrivere il mito di Icaro. Mi pareva giusto cominciare l'autunno con qualcosa di particolare, di mio. Non stronfiate gente lo so che, tecnicamente, il mito non è proprietà della sottoscritta ma l'interpretazione si ù.ù Questo va alla Lele che dice che scrivo sempre cose da depressione, alla Simo che ieri compieva gli anni e all'Anna, anche se a lei piacciono i miei nonsense, in nome del suo commento e dei vecchi tempi. Ti voglio bene. Ecco la mia personalissima Favola della Buonanotte per la mia ultima notte da sedicenne. Domani compleanno *-*
Old Goodnight's Tale
Dedalo era figlio di Mezione, abitava ad Atene, ed era un mezzo genio. La leggenda, anzi la Mitologia, ci dice che era una specie di ingegnere superdotato, aveva inventato il regolo per fare i calcoli e l’uso della vela in navigazione. Per hobby, invece aveva inventato la scultura. Tutte belle cose, peccato che Dedalo non sapesse amare. Era geloso della sua fama e delle sue scoperte. Figurarsi quando si rese conto che il suo allievo Talo (ma un nome normale non se ne parla, eh? ) si era permesso di inventare la sega, uno strumento banalissimo quanto utile. “Ma come – pensò Dedalo – io ho creato la mazza e lo scalpello che danno forma alle statue e questo pischello mi svergogna davanti alla città con una cosa molto più semplice e necessaria ? Cosa dirò ora a tutti quelli che avevo convinto a tagliare la legna per il camino con lo scalpello?” E così Dedalo, invece di essere felice perché l’allievo per una volta aveva superato il maestro, andò da lui e lo ammazzò, guadagnandosi dagli ateniesi, che avevano una loro etica, un processo e una condanna a esilio forzato. Lo mandarono a Creta con il figlio Icaro. Icaro era un bravo ragazzo, ma era anche un figlio normalissimo, molto meno genio del padre. E soprattutto era un figlio triste “Va beh che le colpe dei padri cadono sui figli, va beh che Creta c’è il mare ed è sempre meglio di andare a vivere in Lichtestein, ma a me piaceva l’Acropoli e poi tengo al Panathinaikos: come faccio a Creta a sapere i risultati, che papà non ha ancora inventato la televisione?”. Forse furono proprio quegli occhi umidi di Icaro a far capire a Dedalo che il senso della vita non lo detta il successo, ma l’amore. Ma andiamo per gradi, perché intanto Dedalo era diventato amico di Minosse, il re dell’isola, uno come Carlo d’Inghilterra, ma più sveglio. A Minosse avevano detto che gli avevano mandato in esilio un genio, ma dato che il aveva pochissime cose da fargli fare, gli commissionò la costruzione del labirinto. Il Labirinto, prima di essere costruito, non si sapeva assolutamente cosa fosse. Quindi Dedalo nel dubbio cominciò a tirar su muri come un muratore Bergamasco: li tirava su a caso e li piantava a metà, dato che non sapeva come andavano finiti. Qui faceva un angolo, là ne faceva due di seguito, più avanti ci metteva uno sbarramento, insomma dai e dai venne fuori un bel lavoretto, una di quelle opere di ingegno che se trovi un buon PR che te le promuove, diventi famoso. Restava da decidere cosa farne, però. Così Minasse, che era cretese ma non cretino, pensò di dare un senso al labirinto sbattendoci dentro Arianna, una ragazzina tutta pepe che si era macchiata di qualcosa di cui non ci ricordiamo più. E fin qui tutto apposto: Arianna sarebbe entrata nel Labirinto e non ne sarebbe più uscita. Altrimenti che Labirinto sarebbe stato, vuoi che almeno con il primo funzioni no? Minosse però non aveva fatto i conti con Dedalo, che finalmente, grazie a suo figlio Icaro, aveva imparato ad amare. Così Dedalo il Buono regalò un gomitolo di filo ad Arianna e la ragazza si salvò seguendone le tracce, tipo Pollicino, che però non era ancora stato inventato. Bene, la Leggenda potrebbe finire qui, visto che abbiamo capito tutti che il bene trionfa sul male (anche se Talo è morto ammazzato lo stesso e quello non ce lo ridanno indietro; valla a capire ‘sta mitologia…) Sbagliato, la Leggenda va avanti, dato che Minosse è un incazzoso puro e decide che Dedalo va punito per la storia dell’aiutino ad Arianna. Lo schiaffa nel labirinto da lui stesso creato e con Dedalo ci mette dentro pure suo figlio Icaro, che siccome è sfigato deve sempre prendersi le punizioni del padre. Ora, il bello delle leggende è che sono fantasiose. Così accade non si sa come che il Labirinto è pieno di piume e ci deve essere dentro anche molta cera perché i due –padre e figlio– ordiscono la fuga. Ma non lo fanno salendo sopra a un muretto per vedere dov’è l’uscita – mica sono cretesi, sono cretini – bensì costruendosi ali posticce. Cosa poco pratica ma molto poetica. Come finisce la storia ? Semplice: Dedalo, che è il meno cretino dei due (ricordiamoci, in fondo era un genio) raccomanda al figlio di non avvicinarsi troppo al sole, quando prenderà il volo. La cera col calore si scioglierebbe. Icaro dice sì e pensa no. I due partono. Volano. Dedalo fa un giretto da passerotto e atterra fuori, mettendosi in salvo. Icaro va su su verso il cielo. Perde le ali. Precipita in mare. Fine. Con una morale. Che anche il padre più stronzo qualche volta andrebbe ascoltato. Già. Ma siccome a me piace il sapore dolce del Sogno anche quando si gioca ad inventare, il finale lo voglio così. Icaro non precipita. Icaro vola. La mia storia finisce quando lo vediamo salire e salire, sempre più piccolo. Vola e sta su. Vola per dire al mondo che per volare basta crederci molto. Anche se qualcuno, legato alle piccole esigenze della sua – e solo sua – libertà, ci dice:
"Stai basso, basta saltare il muretto”.
Costui il mare, tutto il mare, non lo vedrà mai.
Oggi è arrivato l'Autunno.
E io sono felice.
~
Si sente nell'aria.
Ricordo com'eri l'
autunno scorso.
Eri il basco grigio e il cuore quieto.
Nei tuoi occhi lottavano i bagliori del crepuscolo.
E le foglie cadevano sull'acqua della tua anima.
Aggrappata alle mie braccia come un
rampicante,
le foglie raccoglievano la tua voce lenta e calma.
Falò di stupore in cui la mia sete bruciava.
Dolce giacinto azzurro curvato sulla mia anima.
Sento vagare il tuo sguardo e l'
autunno è lontano:
basco grigio, voce d'uccello e cuore famigliare
dove migravano i miei desideri profondi
e cadevano i miei baci allegri come braci.
Cielo dalla nave. Campo dai colli.
Il tuo ricordo è di luce, di fumo e di stagno quieto!
Oltre i tuoi occhi ardevano i tramonti.
Foglie secche d'
autunno giravano nella tua anima.
Pablo Neruda
Raccontato da DreamsRain alle
21:34.
giovedì, 09 ottobre 2008
Sono riuscita a pelarmi una pesca. E mi sono tagliata ancora, cristo santo. Sono veramente un caso disperato, ultimamente più che cerotti non mi metto .. Apprezzate lo sforzo, almeno, ché ancora la situazione è quella che è, febbre e tutto. Sono stata presa da questa grafomania compulsiva, così che ho il bisogno quasi carnale di scrivere qualcosa, qualsiasi cosa. Anche una caterva di minchiate, ma tant'è ..Mi viene in mente l'inverno, il freddo. Ho voglia di maglioni pesanti, di stivali, di jeans, di cappotti e sciarpe...Ho una gran voglia di una tazza di cioccolata calda con la meringa di quelle che fanno da Gigi. E anche di bruciatine. Ma dovrò aspettare. Wargh, odio settembre e anche gli inizi di ottobre. Non è ancora autunno ma non è neanche più estate. Mi mette addosso una melanconia unica. Il fatto che continui ad ascoltare i Modena City Ramblers, i Secondhand Serenade, “Life is a song” e “Halleluja” non aiuta. Sono troppo tristi come canzoni. Checcavoli. Sarà la pioggia, sarà che è ricominciata la scuola, sarà che il Bar Italia era chiuso e quindi non abbiamo potuto avere i nostri sudatissimi cornetti caldi al cioccolato per colazione, ma sono melanconica e punto. Vorrei essere come Peter Pan e non crescere, non evolvermi mai. Avrei dato qualsiasi cosa per restare immersa in quel periodo caldo e in qualche modo ovattato che erano vacanze. Solo usare il tempo passato mi nausea. E’ come se fosse stato ieri e al contempo siano passati millenni, e io sia ancora seduta su questa sedia a guardare, con impotenza, lo spettacolo lieve che è la mia vita. Il tempo passa troppo in fretta e io non riesco a stargli dietro. Datemi una lampada magica, una fata madrina o uno scienziato pazzo. Non voglio soffrire altri nove mesi. Improvvisamente capisco le donne incinta. Almeno loro alla fine hanno un figlio, a noi toccano le pagelle. Il che non è esattamente un pensiero incoraggiante per ricominciare in bellezza. Ok. Devo smetterla. Assolutamente. Ora faccio un bel respiro e mi riprendo. Non so, se non piovesse potrei anche andare fuori a correre, sbracarmi su un prato o una roba simile. Una di quelle cose che si fanno quando si è ebbri di felicità. A pensarci meglio forse no. Odio correre. E il prato è giustappunto bagnato. Maledetta pioggia. Non fraintendete, a me la pioggia piace. Finchè sono sotto un ombrello, o anche senza bon, ma comunque contenta e ridareccia va tutto bene. Mi piace l’odore, l’aria che c’è prima dei temporali. Ma quando piove cosi, e non ho niente da fare, [leggi] niente che mi vada di fare, è di una depressione unica. Inoltre sono sopraggiunta alla conclusione che è decisamente troppo bagnata. E mi riduce i capelli uno schifo. Ieri nel breve lasso di tempo che mi ci è voluto per arrivare a casa dalla fermata sono diventati una specie di siepe a forma d’ananas. Babon. La smetto. Punto. Cambio discorso. Ho una fissa per James McAvoy, ultimamente. Sul serio, mi sto guardando tutta la sua filmografia e cerco video stupidi su TuTubi. E ora andrò a lavare i piatti, mettere a posto la camera, finire italiano .. Robe così. Lunedì se n’è anche andata la Miriam, la mia tedesca. Che detto cosi sembra sia una specie di animaletto. Sabato siamo anche andate insieme al 7*. Quella ragazza, anche se ignora completamente l’italiano, sa quali tasti premere per farmi accondiscendere a richieste tanto assurde. Non è andata poi male via. Sorvolando sui pesci e sui morsi, e qui chi deve capire capisca ù.ù E anche sul dopo discoteca. Speriamo sabato prossimo vada meglio. Dio mio, se non svengo è solo perchè .. Boh, non so neanche perchè. Come accidenti faccio a presentarmi ai compiti di matematica e francese porca boia ? Non ho fatto un'emerita mazza .. Mah. Deciderà il destino.
E ci sono le vite che non hanno niente di complicato.
E ci sono le vite che sono complicazioni.
E ogni volta che non sono coerente...
Ogni volta che non è importante...
Perchè, a volte, sono soltanto sussulti del cuore.
Non hai ancora capito come funziona?
Per il momento io voglio solo un pensiero superficiale, che almeno mi renda la pelle splendida.
Voglio un finale che non faccia male.
~ Abbebbidibibobbidibubbidibibbidi ~
E' l'ultimo αlbero
questo
di un'αnimα d'inverno.
Un pensiero pulito
per te
dopo αver troppo fumαto.
Stefαno Benni
Perchè, a volte, sono solo sussulti. O forse no...
Raccontato da DreamsRain alle
20:04.
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{ Abàut Mi
« Tre fiammiferi accesi uno per uno nella notte, il primo per vedere il tuo viso, il secondo per vederti gli occhi, l'ultimo per vedere la tua bocca, e tutto il buio del mondo per ricordarmi queste cose mentre ti stringo tra le braccia. Jaques Prevert »
I am Aoi ♥. And you?
Silvia. Shi. Silvi o Ippa Pigra. Nata in una fredda mattina del 25 ottobre 1991, con il vento che faceva sbattere le finestre e gli occhi grandi già aperti sul mondo. Probabilmente il vento le è entrato in testa alla nascita ed ha influito sul suo essere vagamente lunatica. Scorpione ascendente Gemelli. Attrice nata, all’occorrenza riesce a mentire con freddezza. Si imbarazza un po’ troppo spesso ma lo nasconde bene. Grafomane, dalla grafia tonda e pressoché illeggibile a chiunque. Disegnatrice per diletto. Sognatrice mai stanca. Studentessa Liceo Linguistico. Distratta. Disordinata. Pigra, pigra, pigra e ancora pigra. Attività fisiche lungi da lei. Regina di Cuori ♥, sempre e comunque, anche di quelli immaginari. Attuale fidanzata di Hayden Christensen, Gaspard Ulliel, Hiroki Narimiya, Edward Cullen, Draco Malfoy e taaaaanti altri. Moglie devota di Johnny Depp. In un'altra vita o in un probabile universo parallelo, ma se ne infischia. Pungente. Abile consigliera, anche se poi, quando è in situazioni simili, non riesce a seguire i consigli che ha dispensato agli altri. Bibliofila, i libri sono i suoi amanti prediletti, ne ha sempre uno con se. Anima inquieta e L i b e r a. Perennemente e puntualmente in ritardo. Le sue amiche ormai ci hanno rinunciato. Vivace. Infantile, alle volte. Perfezionista. Polemica. Saltuariamente Malinconica. Scontrosa. Diffidente. Segue l’esempio del Signor Darcy, difficile guadagnarne la fiducia, impossibile riconquistarla una volta persa. Sporadicamente Sadica. Leggermente Egocentrica. Astuta. Possessiva e Testarda. Sarcastica, fino al midollo. Calcolatrice. Cinica, perchè la Vita lo richiede. Vendicativa. Non Perdona e non Dimentica. Determinata. Brontolona Sospettosa. Dannatamente Orgogliosa. Per piegarmi, dovrai spezzarmi. Testa fra le nuvole. Contradditoria. Non mi vanto di essere unica o speciale. Ho perso da tempo quella stupida pretesa. Sono ciò che sono. Mi basta. « Assolutamente Imprevedibile ». Io. Punto.
{ Ai Love ♥
I Libri. I Manga. Gli Anime. La Mitologia greca e romana. La Letteratura. La Storia antica. Il Giappone. I miei amici. Le persone che mi capiscono senza bisogno di chiedere, quelle che mi fanno stare bene quando sono sull'orlo della disperazione, che mi fanno sclerare e ridere come non ho mai fatto in vita mia, che non giudicano gli altri, né in base a pregiudizi, né in base ad azioni compiute dagli stessi; quelle che ti starebbero accanto anche se avessi ucciso una persona, solo perché sei tu, ma che ti sanno far capire quando stai facendo una cazzata. Le persone originali, piene di fantasia, interessanti, che ti incanti ad ascoltare. Le zanzariere che pendono dal soffitto. Il rumore dei tasti sotto le dita. I gatti e le fusa che fanno. Sottolineare gli Appunti con l’evidenziatore. La Musica, soprattutto il Rock, il J-rock, l’ Heavy Metal, quella Italiana vecchia, tipo De Andrè, e la Classica. Dormire fino a tardi. La cucina cinese. Il Teatro. Il cioccolato. Il colore blu in tutte le sue sfumature. Il bagnoschiuma allo zucchero a velo. Le bolle nella vasca. Le tartarughe. La pioggia, soprattutto quando dimentichi l’ombrello e può correrci sotto, cantando magari. La neve quando cade e tu sei al calduccio sotto il piumone che guardi fuori. Le coccole. Gli Amici. Pochi ma buonissimi. Sognare. Il mare. Le navi e gli aerei. Andare al cinema. Mettere le gambe sui sedili davanti quando sono vuoti. Le cartoline. Le fanfiction, soprattutto quelle della Divina Savannah e di Axia e Kysa. Draco♥Hermione. I castelli. I boschi. Il fantasy in genere. Le conversazioni stupide in Msn. La coca-cola. Lo Yogurt ai mirtilli. Andare in cerca di More nei campi vicino a casa dei Nonni. I Girasoli. Le gite di classe e le cene di classe. Le nuvole quando tu sei sdraiata su un prato. Il Cielo quando ha quel colore tra l'azzurro e l'indaco. La pizza. Il gelato. Disegnare. La pioggia sulla pelle. I baci sul collo. I succhiotti. Il Cappuccino. La lotta con i Cuscini. Fare Fotografie con la vecchissima Nikon di Padre. I cuscini morbidi. Insegnare o spiegare qualcosa. Scrivere le prime parole sulla facciata destra di un quaderno. Scartare i cd o i dvd nuovi, schiacciare i cosini per imballaggio, le cose con una superficie liscia, la neve che mi congela le mani, il giaccio sotto i pattini, immergere le mani nei sacchetti di legumi, far sprofondare i piedi nella sabbia e bagnarmi le gambe camminando in riva, i polpastrelli dei gatti, dormire con qualcuno al mio fianco, i capelli e il corpo bagnati dalla doccia, il vento tra i capelli quando cammino, sentire una lacrima o una goccia d'acqua cadermi sulla guancia, essere abbracciata da dietro, la pelle calda la sera, le sere d’estate, il mio letto. L'acqua tiepida o calda, le temperature medie, l'ombra. I toni seppia delle vecchie fotografie. Le case bianche, o quelle completamente in disuso, con l'edera che cresce libera. Le curve. Il cielo al tramonto o prima dell'alba, la strada bagnata, la pioggia con il sole, le gocce di rugiada sulle foglie, le foglie secche d'autunno, le bolle di sapone. Le cascate, le gallerie. Il suono dei carillons, del pianoforte, dei violini e del flauto, del fuoco nel camino, e della pioggia contro il vetro. Le voci dolci, gravi, pacate, le risate dei bambini piccoli. L'odore dei fiori appena sbocciati, delle erbe aromatiche, del cacao in polvere, della menta, quello della ruggine, e quello dell'asfalto quando ha appena finito di piovere; le candele. Il sapore del gelato che si scioglie in bocca, dei capelli che sanno di salsedine. I vestiti con cinghie, lacci, nastri e zip, i vestiti interi, i vestiti eleganti e le salopettes. Le minigonne. Le calze di ogni colore, e gli stand di Calzedonia. I Cocktails alla frutta che fanno al Bahia. Gli effetti che provocano, ovvero rendermi allegra soltanto quando tutti gli altri sono ubriachi fradici, Samu a parte. Lo Shamrock Irish Pub. Le noccioline salate e i pistacchi. Il mascarpone. Le serate Scatafascio Film & Pizza più tutte le cavolate possibili. Cantare canzoni stupide con la Ippa e poi ballarle tutte assieme. La Caramell, la Para-Para, la Tarantella e Kotoko. Quando parlo in italiano ma penso in inglese, ridere, sentirmi felice, sentirmi apprezzata, poter essere utile a qualcuno. Fare spoiler terribili a gente che legge un manga che amo solo perché va di moda. Il profumo del sapone. I calendari abbastanza grandi da scriverci il nome del festeggiato. Lo shopping. Il Silenzio della Biblioteca interrotto dal bibliotecario che non sta mai fermo e picchietta le dita sul tavolo. L'odore della carta stampata. Le Stelle e la Notte. Lo Zucchero filato. Le partite a Scala quaranta con la Ippa e la Simo alle quattro di notte mentre mangiamo cereali. Le feste di compleanno. I viaggi. Il freddo autunnale. Le foglie dorate che cadono. I bei Film. Leggere un Libro in strada e andare contro un muro perchè sei troppo concentrata. Sorridere senza motivo e con. Andare sui Rollerblade. Identificarmi nei libri. Le mie Converse. Il Transfers e il suo Commesso che non sa far girare le bacchette della batteria ma se le porta sempre dietro lo stesso facendole cadere. I miei vecchi jeans tutti strappati. Le gite in pedalò. I ghiaccioli e la granita. Stare ferma alle stazioni e agli aeroporti a guardare la gente che passa. Prendere l'aereo. Trovare subito il bagaglio sul nastro. Le mie vecchie matite colorate, che uso ancora.
La filosofia, l’inglese e il francese .
Vivere.
{ Ai Dislike
Le zucchine e tutto ciò che ne deriva. I cavoli, i cavolfiori, i broccoli e i vegetali di quella famiglia. I ragni e gli insetti, insomma ogni cosa che abbia più di quattro zampe. Il caldo soffocante. Il freddo ai piedi. La sabbia che s'infila tra i capelli. Correre. Gli ipocriti. I bugiardi. I traditori. I doppiogiochisti e falsi. Gli assillanti. Dover mostrare rispetto quando vorrei solo sputare in faccia a chi ho davanti. I Tochio Ostello, i Fillei, i Shonhorah, April Lapigne e tutte le band simili. Fare cose che mi vengono imposte. I Rimproveri. Le frasi di circostanza. I codardi. Quelli troppo sicuri di sè stessi. I truzzi, i tamarri e i pottoni. La musica house. Chi segue senza riflettere una moda solo perchè è Moda. Quelli senza personalità. Quando squilla il telefono o il citofono mentre dormi o sei sotto la doccia. La gente che mi viene a svegliare prima di una cert'ora. Dire quello che sento. La pietà delle altre persone. Piangere, anche se alle volte aiuta. Crescere. I Cambiamenti. Quando il Pc s'impalla. Ricevere ordini. Chi mi contesta per principio. I Vittimismi. Prendermi le mie responsabilità. I viaggi lunghi in auto. Le zanzare. Chi non accetta le critiche. Sbagliare, anche se poi s’impara. Le persone superficiali che ti guardano male solo perché utilizzi il cervello meglio di loro, quelle che credono che se sei bravo in qualcosa non è perché studi e ti ci applichi ma perché ti è piovuto un dono dal cielo, quelle che si approfittano troppo della gentilezza altrui, quelle che amano prevaricare gli altri, che "predicano bene e razzolano male", che si sentono fighe nello sfottere persone estranee o meno solo perché hanno gente intorno che ride delle loro idiozie. La gente intorno che ride delle idiozie di tali persone. Le persone che iniziano ad urlare perché è l'unico modo che hanno di avere la meglio in una discussione nella quale altrimenti risulterebbero in torto. Le persone appiccicose (riesco ad apprezzarne veramente poche). Coloro che ignorano vistosamente nick e subnick, quando non voglio essere contattata. I pregiudizi su qualcuno da parte di chi dovrebbe conoscerlo. La gente che si veste in un certo modo solo perché va di moda. Bloccare o litigare con qualcuno. Perdere qualcuno, in ogni senso possibile. Il senso di colpa, il risentimento, la solitudine, la lontananza, la tristezza, sentirmi. Quando arrivo a momentaneamente odiare o provare disgusto per persone a cui voglio bene. Vedere qualcuno che viene umiliato. La superficialità, l'egoismo, la sottovalutazione, la sopravvalutazione, la mentalità chiusa. Sentirmi un insetto addosso. Essere fissata mentre sto mangiando, bevendo, o leccando qualcosa, o mentre corro. Essere fissata. La gente che urla, le vocine isteriche, il pianto di un bambino piccolo, il rumore del gesso che si spezza contro la lavagna o di un piatto che cade per terra. Il sapore del fumo quando baci qualcuno, della crema rosa che usa la dentista per il calco dei denti e degli gnocchi che si appiccicano al palato. L'aspirapolvere. Le cose troppo sdolcinate. San Valentino. Il Lunedì mattina. Le convenzioni. Tre metri sopra il cielo e affini. La destra in genere. I politici corrotti. Berlusconi. La grammatica latina. I canali a pagamento. Le volgarità gratuite anche se per sfogarsi certe volte servono. I razzisti. Mia sorella quando fa casino la mattina presto. Le cosine assolutamente troppo luccicanti e sbrilluccicose. La Domenica.
La biologia e la chimica.
« In totale più cose di quanto vorrei e meno di quante se lo meriterebbero. »
Wishlist
~ Finire l’anno scolastico senza esaurimento
~ Fare il Cosplay di Ayat e Excel, della Lucky Star e di Aria
~ Riuscire a domare i capelli appena alzata
~ Trovare I regali per i diciottesimi
~ Uccidere la prof di Matematica
~ Imparare a graficare
~ Perdere l'accumulo di grasso invernale
~ Sentire Chuck Bass che parla dal vivo *ç*
~ Andare in: Giappone, Grecia, Sudan, India, Thailandia e Australia.
~ Mettere le lenti
~ Mettere su Dvd tutte le 5 serie di QAF
~ Prendere dieci a inglese
~ Comprare I primi numeri di Hana Kimi
~ Vedere le ultime puntate della II serie di GG
~ Poster di Reita
~ Dvd delle GilmoreGirls
~ Cucinare un pranzo da sola
~ Imparare a fare I Colorize
~ Andare in Germania, Irlanda e Francia
~ Vestito del Transfers
~ Passare del tempo con la Ica
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